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(Fonte : Archivio Storico del Comune di Monreale)
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Lettera di Antonino Leto al Regio Delegato
Straordinario di Monreale
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Al Signor Regio Delegato Straordinario di Monreale
Signore
Antonino Leto di Pietro da Monreale con il dovuto rispetto
rassegna alla S.V. quanto appresso.
Egli per una provvida deliberazione di codesto Consiglio -
intento mai sempre a favorire chi possa, e voglia render
vanto al proprio paese per opera di mano e d?ingegno - si
gode da quasi tre anni di un tenue sussidio onde sopperire a
non pochi mezzi di cui abbisogna la più eccellente e a un
tempo la più difficile delle belle arti - la pittura -.
Ma per un giovine che ebbe sortite da natura le più felici
inclinazioni per quall'arte divina, qualunque mezzo ei s'abbia, qualunque studii ei faccia, non è mai bastevole, onde
riuscire a stampare una qualche orma, nel cammino che
tracciarono con tanto splendore del nome italiano i maestri
dei tempi andati.
La S.V. conosce il vantaggio che senza i Mecenati - i quali
lungi dal render servili e dipendenti, nutrono e accendono
con religiosa premura la scintilla del genio nel cuore de
giovani artisti, e s'ingegnano di provvedere a bisogni, che
alle volte occorrono superiori alle loro possibilità - si
corre pericolo di vederli languire inerti a discapito e a
disdoro della terra, in cui s'ebbero la culla.
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E? che per
nutrire con elevate idee il genio d'artista convien cercare
e studiare i modelli, e le opere de grandi o modelli, i
quali più che altri nol creda rappresentano nelle loro tele
il buono, il bello il grande e il sublime.
Però Ella ben sa che tra noi ce n'à ben poche di quelle. Ond'è
che il supplicante prega la S.V. perché amante com'è delle
arti belle si degni prendere in considerazione lo esposto e
fargli assegno di un sussidio tale che valga a poterlo
allontanare dal paese natio e recarsi in una delle tante
città d'Italia nostra, che per fortuna o carità di patria àn
saputo farsi albergo delle arti, ciò che vuol dire sede di
civiltà e di educazione.
E il giovane artista per fare onore a se stesso e per essere
nello stesso tempo grato e riconoscente verso coloro che gli
preparano sì ridente avvenire oserà presentare qual frutto
del suo giovine ingegno un lavoro, ch'è sul punto di finire,
onde possa Ella giudicare se egli coltivi ed ami le arti
belle e il suo paese natio.
Nutro speranza . . .
Monreale, lì 9 1867
Antonino Leto
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